Brazilian Hangover Chasing a Debt Upgrade: Alexandre Marinis

May 7 (Bloomberg) — The Brazilian cure is called Engov. The advertising slogan says to take one pill before and another after drinking alcohol to avoid a hangover.

When you consider the celebrating by President Luiz Inacio Lula da Silva and his economic team on the May 1 Labor Day holiday over the awarding of an investment-grade rating for Brazil, let’s hope they took a double dose of Engov.

On April 30, Standard & Poor’s raised its long-term foreign currency sovereign credit rating on Brazil to BBB- from BB+. The extra B means much more than a simple additional consonant in the alphabet used by rating companies. It means that, for the first time, Brazilian sovereign debt is considered investment grade rather than speculative or junk.

Analysts had figured that Brazil would become investment grade sometime in 2008 or 2009, but the announcement by S&P was a surprise. Several analysts expected rating companies to pace the timing of the upgrade against the threat of a U.S.-led global economic slowdown. Others said rating companies probably would be more careful after granting investment-grade status to mortgage- backed securities that later proved unworthy of their ratings. Leggi il seguito di questo post »

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Telecinco says Spain TV ad market could improve in June; outlook still shaky

MADRID (Thomson Financial) – Gestevision Telecinco SA. believes the slowdown in the television advertising market could begin to improve in June, although the outlook remains uncertain, chairman Alejandro Echevarria said.

Speaking at a the Nueva Economia Forum, Echevarria said: ‘The advertising market is in a delicate situation … and though it’s likely to improve in June, the outlook remains uncertain.’

Telecinco is due to report first-quarter results on Thursday, with revenue seen depressed by a weakening ad market, which was hobby collezioni further hit by the effect of Easter falling in March, as opposed to April last year, and the general elections in March. Leggi il seguito di questo post »

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Edison, trovato l’accordo in A2A

MILANO - Edison non cambia. L’ad Umberto Quadrino e il presidente Giuliano Zuccoli resteranno alla guida di Foro Buonaparte per un altro triennio. Transalpina di Energia (Tde), holding con cui i soci italiani di Delmi e i francesi di Edf controllano Edison, ha infatti reso nota la lista di 12 candidati che sosterrà nell’assemblea del 2 aprile dove arriverà con il 61,3% del capitale in suo possesso.

L’ACCORDO – Il semaforo verde da parte della holding è arrivato al termine di un serrato confronto all’interno di A2A, la nuova compagnia nata dalla fusione tra Aem Milano e Asm Brescia, socio di maggioranza di Delmi. Con l’accordo si è giunti a un’equa suddivisione tra Brescia e Milano dei quattro posti a disposizione della multiutility, che è riuscita comunque a salvaguardare il profilo industriale dei suoi candidati, tutti manager (con l’eccezione dell’indipendente Gregorio Gitti). Con Zuccoli, siederanno nel cda di Edison i due direttori generali di A2A, Paolo Rossetti e Renato Ravanelli, l’amministratore delegato di Enìa, Ivan Strozzi, e Marco Merler (al posto di Klaus Stocker), in rappresentanza dei soci trentini di Delmi (Sel e Dolomiti Energia). Leggi il seguito di questo post »

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BORSE EUROPEE: APERTURA CONTRASTATA NONOSTANTE WALL STREET

(AGI/REUTERS) – Roma, 14 mar. – Apertura mista per le borse del vecchio continente, divise tra le molteplici tensioni per gli aumenti delle materie prime, i record dell’euro e il recupero, incoraggiante, della borsa americana di ieri sera.
  A Francoforte l’indice Dax esordisce a 6.500,09 punti (-0,01%). A Londra il FTSE 100 parte a 5.709,8 in rialzo dello 0,31%. Il CAC 40 di Parigi apre a 4.617, 21 punti (-0,28%). Lo Swiss Market segna 7.204,25 punti (-0,65%). (AGI)

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Zona Euro: inflazione febbraio rivista al 3,3% a/a

(Teleborsa) – Roma, 14 mar – Rivista al rialzo la stima preliminare dell’inflazione della Zona Euro. Su base tendenziale infatti i prezzi al consumo evidenziano una crescita al 3,3%, contro il 3,2% indicato dalla stima flash.
Su base mensile i prezzi sono saliti dello 0,3%. Lo comunica l’Eurostat (Ufficio per le Statistiche Europee).
Nell’Europa dei 25, l’inflazione a febbraio è stabile al 3,4%, mentre su base mensile si è avuto un aumento dello 0,4%.

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Auto: UNRAE, si riduce il peso dell’Italia in Europa

(Teleborsa) – Roma, 14 mar – L’incertezza espressa nel primo mese del 2008 dai cinque grandi mercati europei dell’automobile viene attenuata dai buoni risultati ottenuti nell’Europa allargata nel corso del mese di febbraio che, secondo quanto comunicato dall’ACEA, ha registrato 1.180.842 immatricolazioni, con un incremento dell’8,7% rispetto al febbraio del 2007, mentre nel primo bimestre dell’anno le immatricolazioni sono 2.489.812, con un incremento del 3,8%.
Mentre Spagna, Germania e Francia registrano crescite più o meno importanti – nota l’UNRAE nella nota a commento dei dati dell’ACEA – Italia e Gran Bretagna accusano ancora una flessione, che per il mercato GB trova ampie spiegazioni, come vedremo, mentre quello italiano ha cominciato a pagare in modo concreto la decisione del Governo di non concedere anche ai circa 4 milioni di possessori di vetture Euro2 del 1997 e 1998 il godimento degli incentivi statali. In cifre, ciò si è tradotto in una flessione del 3,9% in febbraio, che sale al 5,5% nel cumulato del primo bimestre. In assoluto, si sono perse poco più di 25mila immatricolazioni, ma ben più grave è stato – come noto – il calo dei contratti che ha sfiorato le 140.000 unità. L’importanza degli eco-incentivi (richiesti a gran voce, come vedremo, anche in Germania) lo si dimostra con due sole cifre: nei primi due mesi del 2007, in Italia, le vetture acquistate con il bonus statale furono circa il 33% di tutte le vendite, mentre quest’anno, nell’analogo periodo, si sono attestate a poco più del 15,%, quota – è bene notare – calcolata, per di più, su di un cumulato inferiore a quello dello scorso anno.
“Una conseguenza di tutto ciò – sottolinea Gianni Filipponi, Segretario Generale dell’UNRAE, l’Associazione delle Case estere – è che il peso del mercato italiano in Europa si è ridotto dal 19,9% del gennaio-febbraio 2007 al 18,1% dello stesso periodo del 2008″. Leggi il seguito di questo post »

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ECO – Caro pane: appello di Lirosi tardivo, panificatori sono avanti

Roma, 14 mar (Velino) – C’erano proprio tutti al tavolo di filiera svolto il 13 marzo scorso al ministero per lo Sviluppo economico tra i panificatori e il Garante dei prezzi Antonio Lirosi. Artigiani, panificatori, commercianti, operatori della filiera del pane, tutti a confronto per discutere l’andamento dei prezzi e le possibili azioni da intraprendere. Il prodotto principe della dieta mediterranea, sicuramente il più colpito in questi ultimi mesi – almeno per quanto riguarda il settore alimentare – dagli aumenti dei prezzi e di conseguenza dal calo dei consumi, è stato per un’intera giornata l’oggetto di discussione tra le parti. Soprattutto dopo che gli agricoltori hanno concentrato le loro accuse sul pane insistendo ripetutamente sul fatto che “la colpa dell’aumento dei prezzi è anche di un mercato con poche regole e che di conseguenza varia molto di città in città e di quartiere in quartiere”. E un punto di comune accordo sembra essere stato trovato con l’appello del Garante, positivamente accolto dagli operatori del settore, di ridurre autonomamente i prezzi al consumo. Un risultato definito “importante” anche dal ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Paolo De Castro che parla di segno di responsabilità e di attenzione dimostrato dagli stessi operatori del settore verso i consumatori “nonostante le grandi difficoltà dovute all’aumento del prezzo delle materie prime”. Dopo gli accordi raggiunti con i rappresentanti della carne e del latte, sembrerebbe ora sia stata raggiunta quindi un’intesa anche con la filiera del pane. E i prossimi a sedersi al tavolo con Mr Prezzi saranno le industrie molitorie e della pasta. “Continua il nostro impegno per il contenimento dei prezzi”, ha aggiunto De Castro auspicando che “una riposta altrettanto positiva possa arrivare nei prossimi giorni anche dall’industria molitoria”. Leggi il seguito di questo post »

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Piazza Affari, indici deboli

La Borsa di Milano, dopo un avvio incerto, inverte la tendenza e passa in positivo con il Mibtel a +0,24% e 24.504 punti, lo S&P/Mib a 0,29% e l’All Stars dello 0,14 per cento. Crolla il titolo Alitalia (-6,81% a 0,5360 euro) nel giorno in cui Air France dovrebbe presentare l’offerta vincolante. Telecom Italia, nonostante l’esordio col segno più, vira in negativo con un -0,21% a 1,4070 euro.

Tra le tlc spicca Tiscali a +3%. Sono contrastati sia gli energetici (Saipem +0,3%, Enel -1,57%, Eni invariata a 22,17 euro) che i finanziari, con Generali a +0,04%, Mps -0,12%, Mediobanca +0,38%, Bpm -1,4%, Intesa Sanpaolo +0,9%.

Unicredit è a +0,38%, dopo che nella precedente seduta ha subito un forte ribasso. A provocarlo sono state le parole dell’amministratore delegato Alessandro Profumo, il quale ha detto di non poter confermare le stime sull’utile del 2008.

Brilla Fiat con un progresso del 2,66% a quota 12,65 euro per azione. Parmalat scivola a -0,72% nel giorno in cui inizia il processo per accertare il crac della società dell’era Tanzi. Prosegue il buon momento per Pirelli (+0,3%) dopo il riacquisto del 38,9% di Tyre.

Luxottica scende del 3,8%, all’indomani della pubblicazione del bilancio. Il mercato e’ rimasto deluso dalla crescita degli ultimi mesi dell’anno scorso e teme per la performance dell’esercizio in corso.
Col segno meno l’Espresso (-3%),mentre sono ben richieste le Mondadori (+4%). Tra le azioni delle aziende a minor capitalizzazione, continuano a correre le Danieli (+6,19%) e le Maire Tecnimont (+5,1%), dopo i buoni conti del 2007.

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Retribuzioni lorde: Istat, nel 2007 sono cresciute del 2,3% -2-

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Roma, 14 mar – Nel 2006, spiegato i tecnici dell’Istat, gli oneri sociali per Ula sono aumentati in media d’anno dello 0,4% “per effetto di un provvedimento che ha ridotto gli oneri sociali, in particolare furono modificate le aliquote Inps cuaf”. Nel 2007 il costo del lavoro dovrebbe essere piu’ basso per effetto del taglio del cuneo fiscale e contributivo che agisce sull’Irap, una voce, pero’, “non strettamente correlata”, spiegano i tecnici, alla rilevazione sulle retribuzioni di fatto. Nel 2007 il tasso di crescita delle retribuzioni e’ stato piu’ elevato nell’industria (+3%) che nei servizi (+1,8%). All’interno del settore industriale, le retribuzioni per Ula hanno segnato un incremento maggiore nel settore estrazione di minerali (+6,5%) per un’erogazione di premi in alcune imprese; all’interno del terziario la crescita tendenziale piu’ elevata delle retribuzioni e’ stata nel comparto trasporti, magazzinaggio e comunicazioni (+3,2%). Gli oneri sociali per Ula sono cresciuti in media d’anno del 3,9% nell’industria e del 3,3% nei servizi. Il costo del lavoro ha registrato un incremento del 3,2% nell’industria e del 2% nei servizi. Nel quarto trimestre, il tasso di crescita tendenziale delle retribuzioni per Ula e’ stato del 3,1% nell’industria e dell’1,9% nei servizi; al netto degli effetti stagionali, l’incremento e’ stato dello 0,5% sia nell’industria, sia nei servizi. Gli oneri sociali per Ula sono cresciuti del 3,6% tendenziale, con un incremento del 3,9% nell’industria e del 3,3% nei servizi; a livello congiunturale, gli oneri sociali sono cresciuti dello 0,8%, con un incremento dello 0,7% nell’industria e dello 0,9% nei servizi. Il costo del lavoro ha segnato una crescita tendenziale del 2,8%, con un incremento del 3,3% nell’industria e del 2,2% nei servizi; la variazione congiunturale a livello destagionalizzato del costo del lavoro si e’ attestata a +0,6%, sia nel totale, sia nei due grandi comparti industria e servizi. Com-Tri

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Marcegaglia e Pd, patto d’acciaio per Confindustria

La Lady di ferro, come è stata ribattezzata in virtù delle aziende di famiglia che operano nel settore metallurgico, ha testa, cuore e una personalità che difficilmente scende a compromessi. Non è un segreto che la signora Black and Decker, altro soprannome coniato per lei, piaccia più a sinistra che a destra. In fondo, basta leggere le dichiarazioni dei leader di Pd e Pdl per averne conferma.
Veltroni è euforico: «È una donna e una giovane imprenditrice, una persona che ha talento e competenza». Poi elogia «la soluzione unitaria che, nella sua novità e continuità, rappresenterà una grande risorsa per Confindustria e l’imprenditoria italiana. Un ruolo importante che Confindustria avrà e che credo che continuerà con Emma, come è stato per Montezemolo».
Laconico il telegramma di felicitazioni di Berlusconi: «Auguri alla signora Marcegaglia». Così la signora guarda avanti e auspica che «questa presidenza sia un simbolo per tutte le donne italiane per una partecipazione più attiva al mondo del lavoro e dell’economia». Il ministro Bersani plaude: «Ha alle spalle una storia industriale, ricca di successi e di orgoglio. Una imprenditrice che rappresenta una svolta».
Prima donna al vertice dei Giovani Industriali, dal 1996 al 2000, Emma Marcegaglia è arrivata alla presidenza di Confindustria con un plebiscito, 125 sì su 132, un evento che non si verificava dai tempi della elezione di Luigi Abete, nel 1992. In Europa l’hanno preceduta la francese Laurence Parisot, alla guida del Medef dal 2006, e la turca Arzuhan Dogan Yalcindag.
Emma è la figlia minore di Steno Marcegaglia, presidente della omonima holding, decimo gruppo industriale italiano con un fatturato di oltre 4 miliardi di euro e 6.500 dipendenti in 50 insediamenti produttivi in Italia e all’estero, tutti attivi nel settore del metallo.
L’acciaio, per l’appunto. Come il carattere di Emma e il patto che sembra aver stretto con imprenditori del calibro di Merloni, Della Valle, Tronchetti, Polegato e la famiglia Colaninno tanto che il giovane Matteo, mantovano come lei, ha commentato l’elezione come «segnale straordinario e simbolo di speranza per l’Italia».
Emma è una predestinata: esaurito il mandato alla guida degli “under 40″ venne designata già nel 2000 alla vicepresidenza di Confindustria per l’Europa, ma due anni dopo lasciò, in seguito a uno scontro con l’allora presidente Antonio D’Amato. Tra coloro che non la amano occorre annoverare Benetton e Squinzi e pare che non goda del pieno supporto dell’entourage della Fiat.
Ma il curriculum è eccellente: laureata alla Bocconi, master in business administration all’Università di New York, capacità di gestione aziendale e dei rapporti in Confindustria da prima della classe.
Difficile prendersi gioco di lei e anche le battute sulle gonne un po’ troppo corte sono già fuori moda. Il look è meno aggressivo, la testa è quella di sempre: ha ricompattato il fronte imprenditoriale sanando definitivamente la spaccatura che si registrò quattro anni fa quando, al termine di una serratissima campagna elettorale, Luca Cordero di Montezemolo la spuntò su Nicola Tognana.
Una vittoria: non la prima, non sarà l’ultima.Vai alla homepage

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