Nell’ambito delle scienze sociali l’economia (dal greco οῖκος [oikos], ‘casa’ e νομος [nomos], ‘norma’, cioè “amministrazione della casa”) è definita come la scienza che studia le modalità di allocazione di risorse limitate tra usi alternativi, al fine di massimizzare la propria soddisfazione ovvero la scienza che studia la produzione, la distribuzione ed il consumo dei beni e dei servizi. Nella visione che interpreta l’economia come la scienza della soddisfazione del fabbisogno attraverso lo scambio, tale studio dovrebbe essere nato con l’uomo e con ogni altro essere capace di scelte consapevoli di scambio a seguito di ragionamento.
Origini e storia [modifica]
È indubbio che le prime riflessioni economiche risalgono alla primordiale forma del baratto, così come nessuno dubita che, dai commerci dell’ossidiana al colonialismo del Seicento, il progresso umano sia stato seguito da una parallela evoluzione degli studi economici, finalizzati anche ad accrescere la disponibilità di beni di consumo, soprattutto primari, ed a migliorare le non facili condizioni di vita delle popolazioni. A tal fine l’ “economia” appariva strettamente connessa con le altre discipline riguardanti l’ uomo e la società.
In un secondo momento, la ricerca di un’ identità dell’ economia come scienza, in larga parte avviata dalla scuola austriaca, ha portato alla rescissione di queste connessioni ed in tal modo l’economia ha smarrito la dimensione relazionale e con essa l’ originaria mediazione culturale, sociale e ambientale che le erano proprie e di cui soltanto in tempi recenti si va riscoprendo l’ importanza, anche per la dimensione dei problemi ambientali e geopolitici che si delineano nello scenario globalizzato.
Ma per narrare correttamente di quanto oggi comunemente si intende per scienza economica, nel suo assieme, si assumerà per questa quello stato evolutivo delle teorizzazioni che più direttamente conduce alla disciplina attualmente applicata.
La scienza economica, in senso moderno, nacque dunque con la Rivoluzione Industriale. Il fondatore dell’economia moderna è considerato Adam Smith, che viene spesso erroneamente indicato come il padre del liberismo. Nei due secoli successivi molti economisti esposero le loro idee. Tra questi David Ricardo, John Stuart Mill, Léon Walras, Karl Marx (chiamati di solito ‘economisti classici’), e lo studio dell’economia ha riguardato settori sempre più specifici.
Il pensiero economico del Novecento è stato influenzato in modo rilevante dalle opere di John Maynard Keynes e dei numerosi interpreti del suo pensiero, tra i quali l’italiano Franco Modigliani, chiamati spesso ‘neoclassici’ in contrapposizione agli autori precedenti a Keynes Come reazione alle idee keynesiane si è assistito, a partire dagli anni settanta, alla ripresa di vigore di teorie liberiste, ispirate dalla scuola di Chicago guidata dall’americano Milton Friedman.
Un filone di studio di moda negli ultimi anni si basa però sulla teoria dei giochi, sviluppata nel 1944 da John von Neumann e Oskar Morgenstern (giochi cooperativi a somma zero) e ampliata da John F. Nash (giochi non cooperativi e a somma non zero).
Esponenti di rilievo in questa nuova concezione dell’economia sono Kenneth Arrow, e Amartya Sen, Premi Nobel per l’economia, ed Herbert Scarf, il quale nel 1962, con il saggio “An Analysis of Markets with a Large Number of Participants” (Analisi dei mercati con un vasto numero di partecipanti) ha dimostrato che il principio della Mano Invisibile di Adam Smith, alla base del liberismo, non vale per i mercati reali.
Uno dei successi maggiori di questa nuova interpretazione è stata l’assegnazione delle licenze di telecomunicazione tramite gara d’appalto negli USA: dopo anni di politiche di scarso successo, l’applicazione della teoria dei giochi ha permesso di incassare al governo oltre 10 miliardi di dollari, evitando al contempo le speculazioni delle precedenti assegnazioni. In Italia, dove per l’assegnazione delle licenze UMTS si è seguito il metodo classico della gara in busta chiusa, il governo ha incassato molto meno di quanto si attendeva, a causa del ritiro di uno dei contendenti (Blu), che poi è stato smembrato ed acquisito da tre degli altri (Wind, Telecom e Vodafone).