BRONI. Addio libretto di lavoro, addio (si spera) lavoro nero nelle vigne. I ministri uscenti dell’agricoltura e del lavoro (Paolo De Castro e Cesare Damiano) hanno dato l’ultimo via libera al progetto “voucher vendemmia”: i viticoltori potranno acquistare buoni per regolarizzare preventivamente la giornata degli stagionali. Dieci euro a giornata lavorativa, ma solo per studenti e pensionati.
Il progetto, per il momento, è sperimentale: i voucher saranno introdotti per la vendemmia e se funzioneranno, dopo una ricognizione da parte dell’Inps, verranno estesi ad altri settori dell’agricoltura dove è diffuso l’impiego di manodopera stagionale. Ma perchè passare dal vecchio libretto di lavoro che si doveva attivare anche solo per una vendemmia al buono prepagato? «E’ una misura che abbiamo voluto per due ragioni essenziali – spiega il deputato Angelo Zucchi che, incommissione agricoltura insieme al senatore Daniele Bosone -. In primo luogo si semplifica l’iter burocratico a carico dei datori di lavoro. E poi con i voucher si diminuisce il numero di lavoratori impiegati in nero: ai giovani e a chi integra la pensione è comunque garantita sia l’assistenza che la previdenza».
Tecnicamente, il buono del valore di dieci euro (per ogni singola gionara lavorativa) verrà erogato, a titolo di pagamento e di versamento dei contributi Inps, a studenti e pensionati (e solo a queste due categorie) che presteranno lavoro occasionale durante la vendemmia. L’avvio della sperimentazione nel settore della vendemmia è stato annunciato ieri a ministero del lavoro dai ministri del lavoro Cesare Damiano, e dell’agricoltura Paolo De Castro. Il progetto del voucher e la sua sperimentazione sono nati dalla volontà congiunta dei due dicasteri di far emergere le prestazioni che oggi, nel settore della vendemmia, avvengono al nero e di garantire maggiori tutele previdenziali e assicurative ai lavoratori interessati. I beneficiari del voucher, ha spiegato il ministro Damiano, potranno usufruire delle prestazioni erogate dall’Inps e dall’Inail fino a un tetto massimo di diecimila euro. I due istituti, l’istituto nazionale della previdenza sociale e l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, al fine di definire le modalità della sperimentazione hanno stipulato una convenzione con Regioni e Province.