(Teleborsa) – Roma, 14 mar – L’incertezza espressa nel primo mese del 2008 dai cinque grandi mercati europei dell’automobile viene attenuata dai buoni risultati ottenuti nell’Europa allargata nel corso del mese di febbraio che, secondo quanto comunicato dall’ACEA, ha registrato 1.180.842 immatricolazioni, con un incremento dell’8,7% rispetto al febbraio del 2007, mentre nel primo bimestre dell’anno le immatricolazioni sono 2.489.812, con un incremento del 3,8%.
Mentre Spagna, Germania e Francia registrano crescite più o meno importanti – nota l’UNRAE nella nota a commento dei dati dell’ACEA – Italia e Gran Bretagna accusano ancora una flessione, che per il mercato GB trova ampie spiegazioni, come vedremo, mentre quello italiano ha cominciato a pagare in modo concreto la decisione del Governo di non concedere anche ai circa 4 milioni di possessori di vetture Euro2 del 1997 e 1998 il godimento degli incentivi statali. In cifre, ciò si è tradotto in una flessione del 3,9% in febbraio, che sale al 5,5% nel cumulato del primo bimestre. In assoluto, si sono perse poco più di 25mila immatricolazioni, ma ben più grave è stato – come noto – il calo dei contratti che ha sfiorato le 140.000 unità. L’importanza degli eco-incentivi (richiesti a gran voce, come vedremo, anche in Germania) lo si dimostra con due sole cifre: nei primi due mesi del 2007, in Italia, le vetture acquistate con il bonus statale furono circa il 33% di tutte le vendite, mentre quest’anno, nell’analogo periodo, si sono attestate a poco più del 15,%, quota – è bene notare – calcolata, per di più, su di un cumulato inferiore a quello dello scorso anno.
“Una conseguenza di tutto ciò – sottolinea Gianni Filipponi, Segretario Generale dell’UNRAE, l’Associazione delle Case estere – è che il peso del mercato italiano in Europa si è ridotto dal 19,9% del gennaio-febbraio 2007 al 18,1% dello stesso periodo del 2008″.
Il mercato tedesco, che emerge da un 2007 basso dovuto all’aumento di 3 punti dell’Iva, continua la sua crescita anche in febbraio (+24,8%), portando il primo bimestre ad un incremento del 17,3%, con 228.623 immatricolazioni in febbraio e 449.365 nel gennaiofebbraio. I valori elevati di crescita sono frutto del confronto con analoghi mesi di crisi della domanda del 2007. Più significativo è il paragone con il gennaio-febbraio 2006 per il quale l’incremento scende al 2,3%. Secondo le Associazioni dei costruttori e degli importatori tedeschi, c’è comunque necessità di bloccare i continui aumenti del costo della mobilità, adottando possibilmente degli aiuti per facilitare il ricambio di vetture anziane con nuovi prodotti a più basse emissioni.
In Francia, le immatricolazioni in febbraio si sono attestate a 175.126 unità, con un incremento dell’11,1%, mentre nel bimestre le 337.242 registrazioni equivalgono ad una crescita del 2,4%. L’incremento è fondamentalmente dovuto alla forte crescita del segmento delle city car e delle utilitarie, che hanno registrato rispettivamente un incremento del 57% e del 25% nel primo bimestre. Gli analisti indicano, come motivo della vorticosa crescita delle vetture piccole, l’introduzione del provvedimento bonus/malus legato alle emissioni dei singoli veicoli.
In attesa del biannuale cambio targa previsto per il mese di marzo (operazione che consente di svalutare meno la propria auto), le immatricolazioni in Gran Bretagna sono calate del 5,4% in febbraio e del 3,1% nel bimestre, a quota 231.707. Si tratta di un risultato ampiamente previsto, che verrà compensato con la forte crescita attesa in marzo, che però – secondo l’Associazione britannica delle Case costruttrici – sarà comunque inferiore all’eccezionale marzo 2007, quando le immatricolazioni furono oltre 449.000. Il forte aumento del prezzo del carburante ha intanto favorito la vendita di auto Diesel – grazie ai loro ridotti consumi ed emissioni – che nel mese di febbraio hanno fatto registrare una crescita a doppia cifra. Gli analisti britannici si dicono preoccupati per l’andamento dell’economia in generale, che ha causato la flessione dell’indice di fiducia del consumatore, la riduzione della disponibilità al credito e la caduta dei prezzi degli immobili.
In Spagna, la stabilità fatta registrare dal mercato dell’auto nel mese di febbraio è dovuta quasi per intero alla fortissima crescita delle immatricolazioni per uso noleggio concretizzatasi, rispetto al febbraio 2007, in un rotondo +81,5% a fronte di una contrazione del 14% delle vendite a privati. Questa nuova flessione, dopo quella già registrata in gennaio, è conseguenza del forte calo dell’indice di fiducia del consumatore, ormai vicino ai livelli minimi registrati nel 1994, dell’aumento del tasso di inflazione salito al 4,4%, il più alto dal novembre 1995, del tasso di disoccupazione cresciuto per il quinto mese consecutivo e in parte anche a causa del periodo elettorale. Fra i segmenti di mercato, l’unico a registrare una forte crescita è quello delle city car, aumentato del 34% mese su mese.